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Diagnosticare le cause di prurito nel gatto
Cause assimilabili ma manifestazioni diverse rispetto al cane. ll prurito è definito come “una sensazione che porta al soggetto a grattarsi”. Nel gatto, purtroppo, questa definizione non è da considerarsi completa, poiché il gatto manifesta il prurito non solo grattandosi, ma anche con un aumento dell’intensità e frequenza del grooming, strappandosi il pelo e più raramente mordicchiandosi. Di conseguenza, benché le cause principali di prurito nel cane e nel gatto sono simili, la pluralità dei meccanismi con cui il gatto manifesta il prurito farà si che i segni clinici e la loro distribuzione siano molto più variabili che nel cane. Il grattamento nel gatto coinvolge per lo più la testa e il collo, con formazione di lesioni autoindotte (erosioni, ulcere, croste emorragiche ed alopecia parziale). L’aumento nell’intensità e frequenza del leccamento (grooming eccessivo) di solito si manifesta come una alopecia simmetrica autoindotta localizzata più frequentemente sull'addome, sui fianchi e sul dorso, e più raramente sulle zampe anteriori o nell'area perineale. Nei gatti che si strappano il pelo o si mordicchiano si osserva la presenza di una alopecia multifocale con una distribuzione frequentemente sul dorso e sull’addome. EZIOLOGIA Nel gatto le principali cause di prurito sono le malattie parassitarie e le dermatiti allergiche. Meno frequentemente le infezioni batteriche e sovracrescita da Malassezia spp. (per lo più secondarie a dermatiti allergiche), dermatofitosi, penfigo foliaceo, dermatite ulcerativa da FHV-1 e linfoma epiteliotropo. Fra le malattie parassitarie sono da considerare la rogna notoedrica, la rogna otodettica, la cheyletiellosi, la pediculosi e la trombiculiasi. Raramente, la demodicosi può essere associata a prurito. Fra le dermatiti allergiche, la dermatite atopica, l’allergia al morso della pulce e le reazioni avverse agli alimenti sono da considerare tra le più probabili. Talvolta, si possono riscontrare reazioni allergiche nei confronti di allergeni di artropodi parassiti e non, quali zanzare o acari (Otodectes cynotis). Nel cane frequentemente il tipo di lesioni e la loro distribuzione sono suggestive della causa sottostante pruriginosa. Tuttavia, il gatto manifesta il prurito in tanti altri modi oltre al grattamento, e spesso cause diverse di prurito si manifestano alla stessa maniera. Quindi le lesioni e la loro distribuzione raramente sono suggestive dalla causa. Tuttavia, alcune particolarità sono da considerare. La rogna notoedrica predilige la testa (specialmente i margini auricolari) presentandosi come una dermatite esfoliativa-crostosa con croste di colore grigio. La rogna otodettica inizia dalle orecchie, con una otite esterna ceruminosa con o senza eritema, e può diffondersi all'area della testa e del collo dietro di esse, manifestandosi con una alopecia multifocale o dermatite miliare. La cheyletiellosi in genere interessa il tronco e si manifesta con una dermatite esfoliativa associata o meno ad alopecia o a dermatite miliare. La demodicosi si osserva raramente come causa di prurito facciale o di alopecia simmetrica autoindota sull’addome. Le reazioni avverse agli alimenti per lo più si manifestano con un prurito alla testa e al collo con o senza prurito ai padiglioni auricolari e otite esterna. Tuttavia, anche la dermatite atopica sarà da considerare nella diagnosi differenziale del prurito facciale nel gatto. Per contro l'allergia al morso della pulce predilige la parte posteriore del corpo, in particolare l'addome e la zona dorso lombare, ma può localizzarsi anche sul collo. Una dermatite papulare con prurito nel dorso del naso e parte posteriore dei padiglioni auricolari suggerisce una reazione allergica nei confronti di allergeni di artropodi parassiti (zanzare). PROTOCOLLO DIAGNOSTICO L’iter diagnostico da seguire per diagnosticare correttamente la causa del prurito prevede: 1. In primo luogo escludere le cause non allergiche di prurito: a) Esecuzione di raschiati superficiali e profondi, pettinatura del pelo, esame delle scaglie, scotch test delle scaglie ed esame microscopico del cerume auricolare per valutare la presenza di ectoparassiti. Si mettono facilmente in evidenza gli acari della rogna notoedrica (raschiati superficiali da lesioni crostose sulla testa), della rogna otodettica (esame microscopico del cerume), i pidocchi (pettinatura del mantello), la rogna demodettica (raschiati superficiali e profondi) e la Trombicula spp. (raschiato dalla tasca di Henry). Altri parassiti, quali la Cheyletiella spp., le pulci e in alcuni casi acari del genere Otodectes spp., seppur presenti, possono passare inosservati e non possono essere esclusi se non dopo una terapia con un antiparassitario efficace nei confronto di acari e pulci. b) L'esame con la lampada di Wood e l'esame tricoscopico consentono di valutare la presenza di dermatofiti. In caso di negatività dei risultati si consiglia comunque di eseguire un prelievo di peli e scaglie per una coltura per dermatofiti. c) Esame citologico per apposizione (erosioni, ulcere), per ago fissione (papule, placche) o mediante un nastro adesivo (scaglie). Se con l’esame citologico si diagnostica una infezione batterica o una sovracrescita da Malassezia spp. si eseguirà una terapia antibatterica/antifungina sistemica. Alcune volte l'esame citologico suggerisce una malattia poco frequente, quale il penfigo foliaceo (cellule acantolitiche e neutrofili intatti) o il linfoma epiteliotropo (popolazione uniforme di linfociti). In questi casi, e in ogni caso dubbio, si consiglia di eseguire numerosi prelievi bioptici per l’esame istopatologico. Nonché in casi di prurito esclusivamente facciale con papule, erosioni, ulcere e croste sul dorso del naso e/o padiglioni auricolari in cui l’esame istopatologico può rendersi utile per escludere o confermare la natura virale (dermatite ulcerativa da FHV-1). In questi casi se una terapia cortisonica fosse suggerita per sbaglio per controllare i segni di una eventuale dermatite allergica, potrebbe risultare in un peggioramento dei segni clinici. 2. Se non si identificano agenti parassitari è comunque consigliato eseguire una prova terapeutica con un antiparassitario efficace nei confronti degli artropodi parassiti (pulci e acari). 3. Se il problema persiste o ci sono ricadute frequenti è consigliato eseguire un protocollo diagnostico per le dermatiti allergiche. a) Eseguire una dieta ad eliminazione per almeno 8 settimane, preferibilmente preparata in casa, oligoantigenica con un'unica e nuova fonte proteica (cavallo, coniglio, struzzo o quaglia). Se il gatto rifiuta i cibi preparati in casa, si può ricorrere ad una dieta commerciale contenente idrolisati proteici specifica per gatti. Il gatto non dovrebbe avere accesso ad altre fonti di cibo, né dalle ciotole degli altri animali di casa (si possono mettere tutti a dieta per sicurezza) né all'esterno (bisognerebbe vietare al gatto di uscire). Se il prurito scompare o si reduce si deve eseguire un challenge con la dieta abituale. b) Se la dieta non sortisce l'effetto desiderato, è probabile che il gatto soffra di una dermatite atopica. Raggiunto questo punto è possibile o eseguire una terapia farmacologia per il prurito o indagare gli allergeni responsabili mediante i test d’allergia (test di intradermoreazione, test sierologico per la determinazione di IgE allergeno-specifiche) per decidere una immunoterapia allergeno-specifica. Laura Ordeix Med Vet D
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Who will be their voice? Who will hear their cries? Eating flesh it isn't right for you For me our children the world Destroy their machines Burn their staughterhouses to the ground Now it's time for us all to defend
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